Uno studio dell’Università di Parma dimostra che l’alimento più amato dagli italiani può rivelarsi un prezioso alleato per perdere peso
Una dieta ipocalorica, ispirata ai principi della Dieta Mediterranea, è risultata efficace per la perdita di peso di soggetti obesi.
È il risultato di uno studio del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, che ha arruolato 73 persone obese alle quali è stata prescritta una dieta ipocalorica in linea con i principi della Dieta Mediterranea (1). Lo studio prevedeva due piani alimentari che differivano per la fonte di carboidrati e che sono stati pensati sulla base dell’abituale consumo di pasta delle persone. In un gruppo la pasta veniva consumata almeno 5 volte alla settimana (High Pasta) mentre nell’altro meno di 3 (Low Pasta).
Per aiutare i pazienti a seguire il piano alimentare è stato loro consegnato un ricettario “mediterraneo”, sviluppato dagli chef di Academia Barilla, con ricette a base di pasta per i pazienti della dieta High Pasta, o a base di pane o altre fonti di cereali per i pazienti della dieta Low Pasta.
Dopo sei mesi dall’inizio dell’intervento dietetico, è stata osservata una riduzione del peso corporeo, indipendentemente dalla frequenza di consumo della pasta, raggiungendo in media il 10% per il gruppo High Pasta e il 7% per il gruppo Low Pasta, riduzione che si è mantenuta stabile anche dopo 12 mesi. Entrambi i trattamenti dietetici hanno migliorato significativamente i parametri antropometrici, di composizione corporea (con riduzione della massa grassa), il metabolismo glucidico e lipidico, mentre non sono stati riscontrati cambiamenti dei parametri di pressione sanguigna e frequenza cardiaca. Non solo, i pazienti che consumavano pasta più frequentemente
hanno riportato anche un miglioramento della qualità della vita.
Uno dei punti di forza dello studio sta sicuramente nel fatto che gli interventi dietetici sono stati pensati tendendo in considerazione le preferenze e le abitudini alimentari dei pazienti, senza escludere cibi erroneamente ritenuti come off-limits nelle diete dimagranti, come appunto la pasta.
Al contrario, l’intervento che prevedeva un maggiore consumo di pasta è risultato marginalmente più efficace, oltre a causare un significativo miglioramento della qualità della vita percepita dai volontari. Spesso le diete ipocaloriche falliscono nel raggiungere l’obiettivo di una perdita di peso
del 10% (come indicato dalle istituzioni internazionali che si occupano di obesità) proprio perché non prendono in considerazione le abitudini delle persone che devono perdere peso e per questo vengono velocemente abbandonate.